Onde e fenomeni ondulatori

Percorso interattivo di fisica: onde meccaniche, acustica, sovrapposizione e onde stazionarie. Teoria, simulazioni animate, esercizi e quiz.

Come siamo arrivati all'idea di onda

Il concetto di onda non è nato in un laboratorio: è nato guardando l'acqua. Chi osserva un sasso cadere in uno stagno vede una perturbazione che si allarga in cerchi mentre un galleggiante, sulla superficie, si limita a salire e scendere. Quel galleggiante è la prima lezione di fisica delle onde: si propaga la perturbazione, non la materia. Tutto quello che studierai in questa app è, in fondo, l'elaborazione matematica di quella osservazione.

Corde, numeri e il primo laboratorio di acustica

Già la scuola pitagorica (VI secolo a.C.) aveva scoperto, con il monocordo, che gli intervalli musicali consonanti corrispondono a rapporti semplici fra lunghezze di corda: 2:1 per l'ottava, 3:2 per la quinta. Era un risultato sperimentale corretto, ma interpretato in chiave numerologica; mancava l'idea che il suono fosse un movimento. L'intuizione arriva con gli Stoici e viene formulata con chiarezza dall'architetto romano Vitruvio (I secolo a.C.), che nel De architectura paragona esplicitamente la voce che si diffonde nel teatro alle onde circolari sull'acqua — e da quell'analogia ricava criteri di progettazione acustica.

Il Seicento: il suono diventa misurabile

La svolta è seicentesca. Galileo Galilei, nei Discorsi (1638), lega in modo esplicito l'altezza di un suono alla frequenza delle vibrazioni, mostrando con lo scalpello sul metallo e con le corde che a "vibrazioni più fitte" corrisponde un suono più acuto. Negli stessi anni Marin Mersenne stabilisce le leggi delle corde vibranti (la frequenza cresce con la tensione, diminuisce con lunghezza e densità) e realizza la prima misura ragionevole della velocità del suono in aria, cronometrando l'intervallo fra il lampo e il rimbombo di un'arma da fuoco a distanza nota. Poco dopo Robert Boyle mostra che una campanella suonata dentro un recipiente in cui si fa il vuoto smette di farsi sentire: il suono, a differenza della luce, ha bisogno di un mezzo.

Resta un problema aperto per un secolo. Isaac Newton ricava teoricamente la velocità del suono nei Principia (1687), ma il suo valore è circa il 15% più basso di quello misurato. La discrepanza viene risolta solo nel 1816 da Pierre-Simon Laplace: le compressioni e rarefazioni sonore sono così rapide che il gas non ha tempo di scambiare calore, quindi il processo è adiabatico e non isotermo. È un esempio istruttivo di come un errore quantitativo persistente sia il sintomo di un modello fisico incompleto, non di una misura sbagliata.

Il dibattito onda/particella

Parallelamente, sulla natura della luce si consuma la controversia più lunga della fisica. Christiaan Huygens (1690) propone un modello ondulatorio con il suo principio delle sorgenti secondarie, che spiega elegantemente riflessione e rifrazione; Newton preferisce un modello corpuscolare, anche perché la luce sembra non aggirare gli ostacoli come fa il suono. L'autorità di Newton congela la questione per un secolo, finché nel 1801 Thomas Young realizza l'esperimento della doppia fenditura: due fasci di luce che si sommano possono dare buio. Un fenomeno del genere è inspiegabile con proiettili e naturale con onde — l'interferenza diventa la firma inconfondibile del comportamento ondulatorio, quella che riconoscerai anche nei battimenti sonori. Augustin Fresnel completa l'impianto matematico negli anni Venti dell'Ottocento.

La storia però non finisce lì, e vale la pena saperlo: fra il 1900 e il 1924, con Planck, Einstein e de Broglie, si scopre che la contrapposizione era mal posta. Luce e materia mostrano, a seconda dell'esperimento, proprietà ondulatorie o corpuscolari. Le onde meccaniche che studi qui restano descritte perfettamente dalla fisica classica: sono però il vocabolario — lunghezza d'onda, frequenza, interferenza — con cui è stata scritta anche la meccanica quantistica.

Vedere le vibrazioni: Chladni

Nel 1787 Ernst Chladni pubblica un'idea semplice e spettacolare: cosparge di sabbia fine una lastra metallica e la fa vibrare con un archetto. La sabbia viene espulsa dalle zone che oscillano e si accumula lungo le linee ferme, disegnando figure geometriche regolari che cambiano al cambiare della frequenza. Sono i nodi dei modi normali della lastra, resi visibili. Chladni portò le sue lastre in tournée per l'Europa fino a Napoleone; il problema matematico che aveva posto — prevedere quelle figure — fu risolto da Sophie Germain, con un lavoro sulle superfici elastiche premiato dall'Académie nel 1816. Quando nella quarta area vedrai i modi normali di una corda, ricorda che stai guardando la versione unidimensionale delle figure di Chladni.

Doppler e la verifica sui binari

Nel 1842 Christian Doppler, a Praga, pubblica Über das farbige Licht der Doppelsterne: se sorgente e osservatore sono in moto relativo, la frequenza ricevuta differisce da quella emessa. Doppler pensava soprattutto alla luce delle stelle e su quel punto sbagliava alcune conclusioni, ma il meccanismo per il suono era corretto. La verifica sperimentale, nel 1845, è rimasta celebre: il meteorologo olandese Christophorus Buys Ballot fece sistemare dei trombettisti su un vagone della linea Utrecht-Amsterdam, con altri musicisti a bordo binario incaricati di annotare la nota percepita al passaggio. Lo scarto di altezza era esattamente quello previsto. Oggi lo stesso effetto misura la velocità del sangue con l'ecodoppler e l'espansione dell'universo con il redshift.

Helmholtz: dall'orecchio alla matematica

Il quadro moderno dell'acustica lo costruisce Hermann von Helmholtz con Die Lehre von den Tonempfindungen (1863). Helmholtz, medico e fisico, mostra che il timbro — ciò che distingue un violino da un flauto sulla stessa nota — dipende dalle ampiezze relative delle armoniche superiori, cioè dalla scomposizione in serie di Fourier dell'onda sonora; costruisce risuonatori sferici per isolare singole componenti e propone una teoria della risonanza dell'orecchio interno che è l'antenata delle nostre conoscenze sulla coclea. Con Helmholtz l'acustica diventa fisica matematica e fisiologia insieme. Poco dopo Lord Rayleigh sistema l'intera disciplina nei due volumi di The Theory of Sound (1877-78), e all'inizio del Novecento Wallace Sabine fonda l'acustica architettonica misurando il tempo di riverbero delle sale.

Da tenere presente

Molti passaggi di questa storia sono durati decenni perché richiedevano di immaginare la somma di due grandezze che variano nel tempo. Se interferenza e battimenti ti sembrano astratti al primo incontro, sei in ottima compagnia: è una difficoltà di rappresentazione, non di calcolo. Le simulazioni di questa app servono esattamente a questo — far vedere in movimento ciò che le formule descrivono.